MediTerronia Jazz
Pianoforte: Giuliano Valori
Batteria: Stefano Tesei
Contrabbasso: Ale Patti
Trombone: Palmiro Del Brocco
Tromba: Mirko Rinaldi
Sax Tenore: Alessandro Tomei
Flauto: Alessandro Tomei
Voce: Monica Franceschina
MediTerronia Jazz è il nome che l’autrice Monica Franceschina ha dato al suo nuovo progetto colorato che richiama naturalmente l’aroma del jazz dagli anni 40 a quelli 60 alla congiunzione con quello che a lei piace trasformare con la sua spendida e mistica voce in armonie del tutto orientali che richiamano la sua terra: la Puglia e ancor di più quella dei suoi antenati l’Egitto. Il suo stile vocale richiama le litanie consone ai paesi del Mediterraneo, a quelle della Terronia, come lei chiama la sua Terra la Puglia.
Il corpo della voce
Stage sulla voce
con
Debora Petrocelli e Monica Franceschina
4-5-6 luglio 2011, H 18:00-22:00
Officina Dinamo
Via Brancaleone, 58 - Roma (Italy)
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• scoprire la propria voce come un secondo corpo che “tocca” tutto l’ambiente circostante, le altre persone, i corpi e le emozioni degli altri, e non solo i loro timpani;
• individuare alcuni nodi del corpo – corpo/voce che impediscono l’emissione vocale libera;
• scoprire l’ascolto;
• conoscere alcune tecniche di lavoro su un testo a scelta;
• scoprire la musicalità propria e del gruppo.
Franceschina and Men of Jazz
Tribute to Billie Holiday and Ella Fitzgerald
Lo spirito di ricerca mi ha orientato ad intraprendere la via che unisse me e le due favolose Signore del jazz.
In comune: una grande passione per la musica che rappresenta la mia vita.
Accompagnata dai talentuosi Men of jazz:
Giuliano Valori pianoforte
Francesco Galatro contrabbasso
Stefano Tesei batteria
Monica Franceschina voce
Le due Lady, Lady Day and Lady Ella insieme, tanto simili ma profondamente estranee l'una dall'altra.
Mi ha ispirato, al di là di ogni dubbio, le loro voci così diverse, il loro modo di interpretare e credere in quello che cantavano. Due Grandi Musiciste.
Ma è la loro storia e la loro infanzia che ha fatto nascere in me la convinzione di sperimentarmi in questo affascinante e grandioso progetto.
L'infanzia travagliata di Billie, costretta a prostituirsi per portare qualche soldo a casa da sua madre, e il tormento di Ella, passata tra orfanotrofi e quartieri malfamati.
Tutte e due povere, abbandonate dal padre e con un esordio da cantanti per caso.
Lady Day, la Signora canta il blues.
Lady Ella, che si trova a suo agio con le ballads di Gershwin e di Burt Bacharach, ma soffre quando è costretta cantare il blues. Meglio il jazz e lo scat.
Insieme, pesante carriera, travagliata, ma alla fine di successo.
Lady Day: le droghe, il carcere, uomini.
Lady Ella: niente droghe né carcere, ma due uomini nella sua vita.
Tanto diverse ma molto simili.
Arrigo Polillo parla delle due signore.
"Lady Ella. A Yonkers, sua madre era arrivata da Newport News, Virginia, dove l'aveva data alla luce il 25 aprile 1917.
Lavorava in una lavanderia e faceva fatica a tirare avanti perché era stata abbandonata da tempo dal padre di Ella e l'uomo con cui viveva lavorava saltuariamente.
Quando le cose si mettevano male, Ella si trasferiva in casa da una zia.
La povertà fu sopportata serenamente dalla ragazza che come tante sue coetanee, trovava il modo di evadere con la fantasia nel mondo dorato dello spettacolo.
Era quello che si dice una fan, e sperava di affermarsi a sua volta in quel mondo come ballerina.
Esordì invece come cantante quasi per caso, partecipando ad un concorso per dilettanti all'Apollo Theatre.
Lady Day. Era cresciuta come una piccola selvaggia nelle strade del quartiere negro di Baltimora.
Qui si era trasferita con la famiglia da Philadelphia (dov'era nata il 17 aprile 1915) e aveva conosciuto troppo presto gli aspetti più squallidi dell'esistenza. Sua madre, che l'aveva messa al mondo a tredici anni e le aveva imposto il nome di Eleanora da aggiungere al suo cognome, Fagan, non era certo in grado di impartirle un'educazione qualsiasi: era un'umile donna di servizio che visse quasi sempre sola perché Clarence Holiday, musicista jazz, che l'aveva sposata tre anni dopo la nascita della loro bambina, l'aveva abbandonata presto, e perché il suo secondo marito la lasciò vedova dopo qualche anno. Un giorno avendo disperatamente bisogno di denaro per sé e per sua madre, non trovò di meglio che offrirsi come ballerina al gestore di un locale di Harem, il Pod's and Jerry's. Bocciata, fu invitata a cantare, e fu subito assunta."
(tratto da Jazz di Arrigo Polillo)
Pigneto Orkestra
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Luigi APPODIA Giovanni BELIA Marco BELLINO Marialba BERARDI Emilio BOSSONE Gianfranco DANZI Nando DI COSIMO Peppe DI LASCIO Edù ERFALISCO Sebastiano FORTI Monica FRANCESCHINA Mauro GAVINI Maria Gabriella LAURENZA Susanna MATONTI Osvaldo MINIERO Clarissa MISSARELLI Domenico MISSARELLI Giancarlo PALLOTTI Jenifer CLEMENTI Marco PATRIZI Matteo PINGUE Karl POTTER Luigi RIGON Nicoletta SALVI
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Didattica
Ha frequentato il Corso nazionale di Formazione L'educazione musicale del bambino da 0 a 6 anni secondo la Music Learning Theory di Edwin Gordon, autorizzato dal Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca ed è l’unico corso sulla Music Learning Theory riconosciuto ufficialmente da Edwin E. Gordon in Italia.
Ambiti di approfondimento:
- Music Learning Theory
- Sviluppo e Improvvisazione dell’Audiation
- Guida informale all’apprendimento musicale dei bambini 0 - 24 mesi e 3 - 6 anni
- Respiro-movimento-voce
- Musicainfasce (0 - 24 mesi)
- Metodologia dell’osservazione